November 2009
“Cosa voglio?
Vorrei che mi si prendesse per mano, vorrei camminare vicina a qualcuno per le strade di una ancora tiepida Roma, parlare del più e del meno, dell’ultimo libro letto, dell’ultimo film visto, dell’ultimo disco ascoltato. Vorrei ridere piano, ridere forte, ridere tanto, intenerirmi, imbarazzarmi, arrossire e sentirmi sicura, quando sarà il caso di essere sicura. Vorrei che mi si accompagnasse sotto casa e lì, finite le chiacchiere, vorrei un timido bacio, su una guancia, sulla fronte, sulle labbra. Un abbraccio e poi un saluto. E un appuntamento fissato per il giorno dopo. Non perché è un dovere stare insieme, ma perché non se ne può fare a meno.” —untemporale: ecco si.
Vorrei che mi si prendesse per mano, vorrei camminare vicina a qualcuno per le strade di una ancora tiepida Roma, parlare del più e del meno, dell’ultimo libro letto, dell’ultimo film visto, dell’ultimo disco ascoltato. Vorrei ridere piano, ridere forte, ridere tanto, intenerirmi, imbarazzarmi, arrossire e sentirmi sicura, quando sarà il caso di essere sicura. Vorrei che mi si accompagnasse sotto casa e lì, finite le chiacchiere, vorrei un timido bacio, su una guancia, sulla fronte, sulle labbra. Un abbraccio e poi un saluto. E un appuntamento fissato per il giorno dopo. Non perché è un dovere stare insieme, ma perché non se ne può fare a meno.” —untemporale: ecco si.